| Regione dell'Italia settentrionale, affacciata al Mar Ligure e delimitata dal territorio francese, dal Piemonte, dall'Emilia-Romagna e dalla Toscana. Divisa nelle province di Genova (capoluogo), Imperia, La Spezia e Savona. Il nome Liguria, di origine antichissima, deriva dai Liguri, che furono i primi abitatori non solo dell'odierna regione amministrativa, ma anche di un vastissimo territorio esteso tra il Rodano e l'Arno. Essa è la meno estesa, dopo la Valle d'Aosta, fra le regioni dell'Italia settentrionale e si estende ad arco dalla foce della Roia a quella della Magra, comprendendo il versante meridionale delle Alpi Liguri e dell'Appennino Ligure separati dal Colle di Cadibona, nonché un vasto settore del versante padano. Il territorio è prevalentemente montuoso o collinare, con stretti lembi pianeggianti lungo alcuni tratti costieri o in corrispondenza di alcune basse valli alluvionali. I rilievi più elevati sorgono nel settore occidentale della regione (m. Saccarello, 2200 m), dove il paesaggio assume aspetti decisamente montani; procedendo verso est, le altitudini diminuiscono e nel paesaggio prevalgono sempre più profili morbidi, interrotti di tanto in tanto da sproni rocciosi. Numerose valli incidono i rilievi montuosi. Quelle del versante meridionali sono trasversali all'orientamento del rilievo e sono percorse da corsi d'acqua dal regime per lo più torrentizio; le maggiori, percorse dall'Arroscia, dal Lavagna e dal Vara, si sviluppano invece longitudinalmente. L'esposizione a Mezzogiorno di buona parte del territorio, la disposizione dei rilievi montuosi a protezione contro gli influssi continentali padani e il lungo sviluppo della fascia costiera sono i fattori principali che rendono particolarmente mite il clima di buona parte della Liguria.
Folclore I Liguri hanno conservato un carattere alquanto unitario, esemplificato nell'indole sobria e taciturna, cui fa da valvola di sfogo il proverbiale “mugugno”, e in un forte sentimento religioso. Al repertorio di credenze e consuetudini del mondo rurale si rifanno le poche sopravvivenze, dell'interno, dove la chiusa economia contadina si riflette nelle forme stesse dell'architettura spontanea; nell'uso talvolta di attrezzi arcaici come le lese, o slitte per il trasporto dei covoni; nell'alimentazione; nelle leggende che parlano di lupi, di streghe o di Re Magi che la notte dell'Epifania passano sui monti; nelle forme superstiti di medicina popolaremanifestazioni che accompagnano gli sponsali; nella canzone popolare; nelle reminiscenze dei maggi drammatici e nelle forme di danza; nella religiosità che in passato spingeva i pastori delle Alpi Marittime al santuario di Monte Bego. Nell'angusta fascia costiera un vivo folclore marinaro anima l'emporio di Genova come la ciaza del villaggio, la strada centrale su cui prospettano schiere di case a vivaci colori (Portofino, Cinque Terre) e il dedalo di vicoli (carugi) e gradinate (arpaie). Testimonianze del secolare rapporto col mare sono nelle canzoni popolari che parlano di antiche paure e di naufragi; nelle leggende cristiane legate a sante reliquie che si dicono portate o miracolosamente arrivate dall'Oriente o a immagini ritenute miracolose; nella devozione di santi protettori invocati dai marinai durante la tempesta e celebrati in una serie innumerevole di santuari, mete di solenni pellegrinaggi e non di rado ricchi di oggetti, raffigurazioni di scampati naufragi e modelli di navi offerti in ex voto; infine nelle forme di esorcizzazione presenti sia negli scongiuri pronunciati per “tagliare” le trombe marine sia nelle grandi feste marinare che comprendono processioni e gare di barche, fiaccolate e la benedizione delle onde. All'attività peschereccia si ricollega la moderna sagra del paese di Camogli, con distribuzione di pesce fritto in un gigantesco padellone; all'attività floricola che è base dell'economia dell'Imperiese è legata con funzioni promozionali la “battaglia dei fiori” di Ventimiglia. Tra le ricorrenze religiose dell'arco annuale conservano particolare rilievo le celebrazioni della settimana santa, mentre forme di drammaturgia popolare permangono nella rappresentazione annuale, a Varazze, di scene della vita di Santa Caterina da Siena. Nel canto popolare, peculiare della Liguria e, in modi molto elaborati, dell'area genovese, è il trallallero, una forma particolarmente complessa di polivocalità eseguita da vere e proprie “squadre di canto”. Una cospicua attività artigianale si esprime nella produzione di ceramiche ad Albisola, di vetri artistici, ad Altare, di pizzi a tombolo a Santa Margherita Ligure e dintorni, di sedie e di macramé a Chiavari, di velluti a Zoagli, di fustagni e coperte di lana a Borzonasca in Val d'Aveto, di utensili in legno nelle Cinque Terre.
Gastronomia Il panorama gastronomico della Liguria rispecchia fedelmente quello di Genova. Il carattere dominante di questa cucina è dato dall'olio, fornito dagli oliveti della regione. Tipico è anche l'impiego di una estesa gamma di erbe aromatiche, di funghi, pinoli, tartufi, che danno sapore e profumo spiccato alle vivande (il pesto, il tocco, l'agliata, il preboggion) e servono a condire minestroni e trenette, a riempire ravioli e pansoti. Su tutta la Riviera si fa grande uso di pesce, sia in frittura sia nelle zuppe di pesce e crostacei che presentano varianti secondo le località: dalla bouillabaisse di Ventimiglia, Bordighera e Sanremo al ciuppin di Savona, dalla zuppa di datteri di La Spezia e di Portovenere alla buridda. Le verdure sono presenti nel cappone magro e nelle torte salate: la tradizionale torta pasqualina e le varie focacce alla salvia, alle olive, ai pinoli, ecc. Poca parte ha invece la carne in genere, rappresentata dalla cima ripiena, e quasi assenti sono le specialità suine. Tra i dolci più diffusi, i ravioli dolci, il pan dolce, i biscotti all'anice, i marzapani e i canditi, frutto di una fiorente industria da Genova a Savona. La viticoltura e la produzione del vino sono limitate. La Val Polcevera produce il tipo più apprezzato: il coronata; nella provincia di La Spezia è celebre il vino delle Cinque Terre, e soprattutto lo sciacchetrà, mentre nella Riviera di Ponente si ricordano il pigato d'Albenga, il vermentino e il rossese di Dolceacqua. |