| Meravigliosa isola del Mar Tirreno, nell'arcipelago Campano, situata nella sezione meridionale del golfo di Napoli, 5 km a ovest di punta Campanella, estremità della penisola Sorrentina , di cui può essere considerata il prolungamento e dalla quale la separa lo stretto di Bocca Piccola; è divisa nei due comuni di Capri e Anacapri. Emerge alta sul mare e consta di due altopiani, uno occidentale (o di Anacapri), culminante a 589 m nel monte Solaro, punto più elevato di Capri , e uno orientale (monte Tiberio, 334 m), collegati da una insellatura centrale. La costa, in gran parte alta e dirupata, è ricca di grotte (Azzurra, Verde, Bianca, ecc.) celebrate per la loro bellezza ed è fronteggiata, dai famosi scogli detti Faraglioni. Il clima, salubre e gradevole, è caldo-ventilato e moderatamente secco; ricchissima è la flora, che conta oltre 800 specie. Famosa soprattutto per il turismo, che fa di Capri , dotata di un'ottima attrezzatura ricettiva, una delle più conosciute e frequentate mete del turismo internazionale, collegata giornalmente a Napoli e agli altri centri del golfo da aliscafi , motonavi e da un Eliporto.
Abitata sin dai tempi del Paleolitico, occupata dai Fenici e colonizzata dai Greci, divenne romana nel 326 a. C. Dimora dal 29 a. C. di Augusto e di Tiberio, nel Medioevo fu parzialmente abbandonata. Possesso della Repubblica di Amalfi dal sec. X e successivamente dei Normanni, nel 1191 passò agli Svevi e nel 1230 venne infeudata agli Arcucci, ricevendo privilegi da Giovanna I, Ladislao di Durazzo e Ferdinando II d'Aragona. Fu devastata più volte dai corsari saraceni nel sec. XVI e due secoli dopo tornò in auge, prediletta da Ferdinando IV di Borbone. Occupata dagli Inglesi nel 1806 e dalle truppe di G. Murat nel 1808, nel 1815 tornò ai Borbone e nel 1860 fu annessa all'Italia.
Impareggiabile scrigno di tesori artistici risalenti fin dall'epoca preistorica capri conserva innumerevoli reperti archeologici di epoca greca ma soprattutto importanti sono i monumenti romani. l'imperatore Tiberio visse a Capri dal 27 al 37 d. C., costruendo 12 ville, ciascuna dedicata a una divinità. La più importante tra quelle superstiti è la villa Jovis, su una rupe a picco, con gli edifici disposti su vari piani raccordati da scale. Abbastanza conservata è anche la villa di Damecuta, oltre Anacapri. Numerose sono le grotte naturali, trasformate in ninfei (tra cui la famosa Grotta Azzurra), un tempo decorate con stucchi, mosaici e statue.
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