| é una frazione (181 ab.) del comune di Capaccio in provincia di Salerno, a 17 m sul livello del mare nella piana omonima, presso il litorale tirrenico. Fino al 1926 si chiamò Pesto. È l'antica colonia latina fondata dai Romani nel 273 a. C. nel golfo di Salerno sul fiume Sele, dove già nel sec. VII era stata fondata una colonia greca, col nome di Posidonia, da Sibari, la potente e ricca città della costa ionica nella Magna Grecia. Posidonia aveva perso la sua indipendenza verso la fine del sec. IV a. C., quando si trovò esposta ad attacchi di popolazioni lucane che la occuparono fino al 273 storpiandone il nome in Paistom. Nel 273 appunto, essendo entrata anche la Magna Grecia nella sfera d'influenza dei Romani, da questi fu trasformata in colonia latina conoscendo successivamente una nuova fase di sviluppo e prosperità dovuta alla straordinaria fertilità della pianura del Sele. Spopolata dalla malaria del sec. VI, fu devastata dai Saraceni nell'880 ca. L'antica città è circondata da poderose mura che si estendono per quasi 5 km e si aprono con porte monumentali. Gli scavi mostrano un impianto urbano impostato su un reticolato con insulae rettangolari allungate, meno chiaro nella fascia centrale corrispondente alla zona di più antica frequentazione. In essa si trovano i monumenti pubblici più importanti, anzitutto i tre grandiosi templi cui la tradizione ha attribuito i nomi di basilica, tempio di Nettuno e tempio di Cerere, che sono tra le documentazioni più complete dell'architettura templare dorica. La basilica è il tempio più antico (ca. 550-540 a. C.), forse dedicato a Era, con interno diviso in due navate. Segue il tempio di Cerere (510-500 a. C.), forse di Atena , mentre il tempio di Nettuno, forse di Era , del 460 a. C. presenta soluzioni di correzione ottica e pianta con opistodomo aperto simmetrico al pronao. Tra gli altri edifici pubblici di età e culture diverse sono il bouleutérion (forse sec. IV a. C.), il tempio italico sul foro, l'anfiteatro romano. Le numerose abitazioni sinora scavate, la cui tipologia è più chiara a ovest della zona dei templi, mostrano l'importanza della città fino alla tarda età romana. Il Museo conserva sia il materiale proveniente dalla città e dalle sue tombe, sia il materiale preistorico del Gaudo, sia le sculture del non lontano Heraion alla foce del Sele. Importanti soprattutto la ceramica dipinta pestana, i vasi bronzei di un sacello sotterraneo, alcune statue fittili, la famosa tomba del Tuffatore (480-470 a. C.) e una serie eccezionale di lastre dipinte da tombe lucane (sec. IV a. C.)
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